BH 3.1



Una vita delirante, una band sull'orlo del collasso, una laurea ancora lontana. Annotazioni a margine di una sola esistenza.

 

Blog degni di nota
» Il Capo del Mondo Libero
» Stosciopando...
» Under a killing moon_
» Lele Bash

»
Giotanni Annandi
» Contradiction
» L'italiana in Algeri
» WaxWings


www.flickr.com
This is a Flickr badge showing public photos from R3V0LV3R. Make your own badge here.


Altri link
» Il mio sito di Fotografia
» FlickR
» Parole (scritturafresca.org)
» Immagini (deviantart.com)
» In-Oltre (forum)
» HotGame: Games Reviews
»
Dragon's Den UO Shard
» Dura Madre RaSh Clan
» HCR Official Site

Blog archivio

oggi
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
settembre 2005
maggio 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003
ottobre 2003
settembre 2003
luglio 2003
giugno 2003
maggio 2003




Counter
visitato *loading* volte


Bands


 


FetEnzo (il mio SuperFeto)

I adopted a cute lil' batman fetus from Fetusmart! Hooray fetus!

 

 

 

 

 Meche (la FetoMucca di Gio)

I adopted a cute lil' cow fetus from Fetusmart! Hooray fetus!  

 

venerdì, giugno 12, 2009

YOU GOT IT ALL WRONG - The Hives

www.jpeggy.it

Sono esposto.

Niente male.

postato da mosca27 | 19:22 | commenti (6)
giovedì, giugno 11, 2009

CONSIDER US GONE - Melody Fall (tutto il disco)

I Melody Fall li ho conosciuti dal vivo. Nel senso che siamo andati a far foto a un live per la Barley e ce li siamo trovati davanti come gruppo d'apertura. Ricordo di essere rimasto colpito da sti quattro ragazzini. E mi ero preso bene quando li avevo sentiti a San Remo. Niente di serio, ovviamente, ma sono molto bravi e anche abbastanza onesti.

Di fianco a me c'è un basso giallo. IL basso giallo. Il mio primo basso. La prima cosa che ho fatto, dopo qualcosa come sei anni di separazione, è stata suonare i pezzi che non aveva mai suonato. Gli spettava di diritto. E' stato un momento particolare. Di fianco a me c'è un basso giallo, pieno di adesivi. Era nato rosso, ma io avevo opinioni differenti a riguardo. L'ho fatto ridipingere, togliendogli tutti gli adesivi e conservandoli religiosamente fino al suo ritorno. L'ho rimontato pezzo per pezzo, ho riattaccato ogni singolo adesivo e l'ho riaccordato. Era il 1998. Di fianco a me, adesso, c'è un basso giallo. Alcuni adesivi si sono staccati, compreso uno dei più importanti, ma molti sono ancora lì. Mi guarda, con i suoi pregi e i suoi difetti, e sembra chiedermi quando gli riattaccherò la sua fascia, la prima ed unica che io abbia mai avuto. Lei è un po' cambiata, negli anni, ma non credo si farà problemi.

Oggi ho fatto postproduzione tutto il giorno e alle cinque sono andato a fare foto per un lavoro. Ho finito alle dieci e mezza. Sono stanco, ho il morale a terra, ma non mollo. Ieri ero alla festa milanese della Rusty Records. Ho chiacchierato tutta sera con amici e collaboratori e amiche e sconosciuti e non sono particolarmente bravo, ma sono andato da solo. E' stato un casino, come al solito, ma non è stato male. Dovrei cominciare a girare da solo. D'altra parte non fa differenza.

Se non contiamo la giornata di ieri, l'ultima volta che ho suonato il basso giallo mi sa proprio che era lo scorso millennio. Troppi anni sulle spalle, troppi bei ricordi e troppe poche prospettive. Di fianco a me c'è un basso giallo che mi fissa e fa fatica a riconoscermi.

Non lo biasimo.

postato da mosca27 | 23:40 | commenti (3)
lunedì, giugno 08, 2009

BONELESS - The Notwist

REBELLION (LIES) - Arcade Fire

Si, due canzoni. Il mio blando bipolarismo cantano e danzano su di me. Non riesco mai a capacitarmi di un sacco di cose e attualmente fisso attonito la mia inspiegabile necessità di socializzare. Mai avuta, mai sentito il bisogno spasmodico di avere persone intorno, eppure da qualche tempo cerco di parlare, di comunicare con le persone. Ok, non sto parlando di gente qualsiasi, non sono l'uomo della folla di Poe, ho la mia cerchia ristretta di individui ai quali concedo la gioia della mia compagnia, ma ora non è più un diletto, è una necessità. Sento le solite voci che gridano cose nuove nella mia testa, sento gli spazi vuoti intorno a me che cercano di soffocarmi e cerco, ahimè, di riempirli. Blocchi di carne e ossa e alito troppo vicini che improvvisamente diventano l'aria che respiro, il sangue che mi scorre nelle vene. Lo ritengo inaccettabile, da un certo punto di vista, e cerco di ridimensionare il tutto, cerco di riallineare cervello e realtà, di tenere tutto sotto controllo. E ovviamente fallisco miseramente.

E' iniziato tutto con un fastidioso retrogusto di impotenza, è come se fossi legato a una sedia, è una sensazione che mi assale quando non riesco a modificare la realtà che mi circonda. Banalmento mi sono scontrato con un dato di fatto mediamente doloroso: per quanto mi sforzassi, non mi era possibile riallacciare i rapporti con determinate persone che ritenevo "speciali". Persone che mi hanno dato moltissimo, in passato, e che ho abbandonato senza un vero motivo, trascinato dalla corrente della vita. Non potevo allungare un braccio, prenderli per un braccio e farli voltare verso di me, indipendentemente dalle mie abilità da social engeneer. E questa cosa mi ha colpito in modo mediamente violento in pieno petto. Ma, come dicevo questo pomeriggio, sono molto alto e la montagna di merda, per quanto sia voluminosa, non può alzarsi in punta di piedi, mentre io si. E so saltare.

Col passare dei giorni mi sono reso conto che il numero di persone che mi sono scivolate via tra le dita non è esattamente irrisorio e la sensazione di impotenza si trasforma in un blando senso di incapacità totale di gestire i rapporti sociali. E, attenzione attenzione, questo è il punto di rottura. E' sempre la stessa canzone, ma gli cambi gli arrangiamenti e ci puoi fare tre dischi. Il punto è che prima c'è uno stimolo qualsiasi, fastidioso, ma gestibile. Poi lo stimolo diventa più intenso, ma il bravo capitano sottoscritto sa navigare anche attraverso la tempesta. E poi il delirio: lo stimolo coinvolge altri ambiti, i quali a loro volta esplodono in un fuoco d'artificio frattale ed euristico ed ecco che la partita è persa. Il senso di incapacità di gestire i rapporti sociali contagia l'ambito lavorativo, i rapporti sociali potrebbero portare lavori e nuove prospettive e la mia incapacità disintegra tutto ciò. Il lavoro implica enormi responsabilità nei confronti di socio, famiglia, ragazza che non sto nemmeno qui ad elencare, ma è facile capire come gli ambiti si infettino a vicenda, creando uno scenario facilmente confondibile con l'armageddon.

Ed eccoci qui, su una zattera in pieno maelstrom, preparati a qualsiasi cosa, tranne ad essere su una zattera in pieno maelstrom. I rimedi estremi per le situazioni estreme ci sono e li conosco fin troppo bene, ma erano anni che non dovevo averci a che fare. Sono cose piccole, degne di individui che hanno deliberatamente scelto la resa. Ci sono le pastiglie, ci sono i bicchieri, ci sono i coltelli e ci sono cose anche peggiori. Io ho sempre scelto di affrontare tutto da lucido, senza fare il finocchietto (tm). E quindi tanti bei saluti alle molecole che ti vogliono bene e ti danno facili soluzioni. Un po' di dolore può sempre aiutare. E per spazzare via il dolore intangibile del banale vivere, basta applicare un po' di dolore fisico. Catarsi? Trascendenza? Stronzate fatte di adrenalina e focus attentivo. Spesso funzionano, nessuno lo nega, ma sono scorciatoie patetiche. Le si può condire di tutti i valori aggiunti del mondo, di tutte le seghe mitopoietiche del creato, ma rimangono vie di fuga. Non è una soluzione.

E quindi rieccoci qui, a governare la zattera in pieno delirio. Sono cazzate, sono cazzate nate da altre cazzate ridicole, nate da altre cazzate ancora più ridicole, ma non se ne vanno.

Mi rendo conto che dall'esterno il punto della questione non è afferrabile, è come cercare di interiorizzare il fatto che una falena si sente attratta da una lampadina, da un filo di tungsteno (wolframio) incandescente. Ma per continuare nella lettura bisogna fare un bell'atto di fede. Credici. Siamo sempre qui, sulla zattera, ma senza le facili vie di fuga, bisogna cercare il fulcro di tutto, la radice del problema. Non posso in alcun modo cambiare alcune situazioni sociali. Me lo segno, lo prendo come un dato di fatto e cerco di capire quale senso possa avere infilarmi in mezzo alla gente, in quale misura possa essere questa una soluzione al problema. Non la è, in realtà, ma è un comportamento costruttivo. Stare con persone che reputo positive (sotto qualsiasi punto di vista) mi riempie la testa di interazioni costruttive, mi tiene impegnati i neuroni senza metterli a letto alle quattordici e venti del pomeriggio. Anzi, li fa uscire da quei loop taglienti che mi inchiodano qui a fissare l'armadio bianco, a cercare di alzarmi in piedi, senza successo.

Socializzare è per minorati. Interagire con gente all'altezza è crescere. Crescere è euristico, crescere è vivere. Se non stai crescendo, vuol dire che sei morto.

postato da mosca27 | 20:26 | commenti (2)
martedì, maggio 19, 2009

LET GO - Screeching Weasel

A un secondo dall'esplosione, a un secondo dalla testa che crolla e va in pezzi mi è arrivata una mail di lavoro che aspettavo da stamattina. Volevo dedicare la serata allo svago e invece sono qui che fisso il vuoto e cerco di resistere al solito pallosissimo richiamo delle voci nella testa. Ma non ce l'hanno fatta. Stasera no. Stasera guido io.

Ho scritto una cosa, l'altra sera. Escluso il racconto per l'antologia erano ANNI che non scrivevo. Idea nata da dentro, niente collaborazioni, niente imposizioni, niente commissioni. E' uscito da solo. E' passato un anno dall'ultimo pezzo strumentale che ho scritto e forse dovrei rimettermi a studiarne un altro.

La testa ha preso a farsi i cazzi suoi sul presto, stasera. Già al lavoro non era tutto ok, ma non mi sono preoccupato e ho sedato la rivolta nel gelato. Solo che poi il leit motiv di questo periodo si è fatto sentire. Non riesco ad accettare le distanze. Non in termini fisici, anche se sono una scocciatura non indifferente. Non riesco ad accettare il fatto che le mie scelte (e altro) mi abbiano separato da certe persone. Sono un misantropo, lo sono sempre stato, ma selettivo. Come dicevo oggi a uno degli eletti, c'è una cerchia di individui dai quali non voglio separarmi. Sono individui speciali per mille motivi diversi, ma la mia misantropia per loro non esiste. Anzi, per quella decina di persone io mi sento il più sociale dei viveur. Ma purtroppo la mia carriera di essere umano mi ha portato a perderne alcuni. E la cosa non riesco a digerirla. La sua somiglianza col concetto di morte mi spaventa e mi spavenata il doppio il fatto che le mie reazioni alle due cose si somiglino. Chiasmo. Non credo sia possibile tenermi vicini gli individui speciali, ma non riesco a lasciarli andare. C'è gente che ho dimenticato in un battito di ciglia, c'è gente che ho banalmente e completamente ignorato. Eppure alcuni proprio non riesco a lasciarli andare. Qualcuno è tornato. Spero accada di nuovo.

"All the friends we lose in a lifetime on our way..." Thursday, This Side of Brightness

postato da mosca27 | 00:44 | commenti (4)
lunedì, aprile 06, 2009

A PILLAR OF SALT - The Thermals

Periodo tranquillo. Poche novità. A parte il fatto che nelle ultime 48 ore sono stato sul set del nuovo video degli Ultima, a cavallo tra Pavia e Milano. Dire che è stata un'esperienza mistica è dire mooolto poco. L'organizzazione era impegnativa, ma semplice: Sabato mattina riprese in varie location nella ridente Pavia, suolo natìo della band, e Domenica all day long a casa del buon Rusty, uno dei due megacapocciaproducers della band. Conscio dello sbattimento siderale che comporta lo svegliarsi presto durante il weekend, mi premunisco e Venerdì sera mi infilo nel letto per le 23:00. Il mattino dopo sono pronto arzillo e pimpante, ma ecco che il socio mi comunica alle dieci in punto che non mi passerà a prendere come previsto, causa malessere endogeno. Mi riorganizzo, cerco le chiavi della macchina, sono in ritardo, corro ed ecco la seconda sorpresona: mio papà è partito per i monti con la mia macchina. Panico, devo usare il muletto! Allora cerco le chiavi, corro, prego la madonna della tangenziale che mi faccia guidare dignitosamente anche il muletto che non uso praticamente mai e via, sono in strada! Ovviamente non ho idea di dove io debba presentarmi, quindi mando un messaggio all'altro producer e mi lancio a cannone verso Pavia. Ovviamente non arrivano risposte, quindi sveglio il socio ed elemosino indicazioni. Grazie alla succitata madonna della tangenziale non faccio incidenti e in meno di mezz'ora sono sul luogo delle riprese, monto tutto e parto col reportage.

Sulle prime non ho capito proprio perfettamente cosa stesse succedendo, nonostante il buon Annandi mi avesse preventivamente spiegato un po' di dettagli, ma quando tutto si fa più chiaro mi sale il buon umore. L'idea del video è geniale, gli Ultima sono una banda di attori nati e la troupe ci sa fare di brutto. Io cerco di non rompere troppo le palle e mi tengo montato (e al collo) il teleobiettivo da novanta kg per sei ore filate. Appoggiare la macchina fotografica era troppo difficile. Sta di fatto che le riprese del primo giorno si sono protratte fino alle 18.00, ma, ripeto, l'idea di base è talmente geniale che è stato come lavorare per mezz'ora. Non posso sbilanciarmi troppo sui contenuti fino all'uscita del video, ma è devastante, i ragazzi sono conciati in dei modi assurdi e sono, soprattutto, bravissimi...

Finito il primo giorno di riprese me ne torno a casa, disdico le registrazioni (audio) con il buon Ciamba data l'orario assurdo, e smanetto un paio di foto. Comunico al socio che sono stravolto e che il giorno dopo darò clamorosamente buca, ma che servirebbe la sua presenza, dato che il fotografo ufficiale della troupe non era previsto. Lui mi assicura la sua presenza e io vado a dormire sereno, convinto di risvegliarmi soltanto nel 2012. Così non è e alle 10.00 in punto sono sveglio e riposatissimissimo. Mi rigiro nel letto per un quarto d'ora, cercando di mettere a tacere la scimmia gigante che mi urla nella testa "VAI VAI VAI A MILANO, VAI ALLE RIPRESE, E' UNA FIGATA, VAI!!!"...

Tempo di lavarmi, vestirmi, mangiare un panino in macchina e prendere a pugni il demenziale navigatore e sono in autostrada. Ora, per chi mi conosce, vi giuro che sono andato da solo fino a Milano in autostrada addirittura SOPRAVVIVENDO alla cosa!!! Incredibile. Tra l'altro a metà strada mi coglie di sorpresa Rockaway Beach dei Ramones su Virgin Radio e la mia velocità di crociera raddoppia per tutta la durata del brano. Meno male che dura poco...
L'arrivo a casa del bel Rusty è agevole, nonostante il navigatore abbia preso delle decisioni quantomeno discutibili, e trovo anche parcheggio al volo. Meno agevole è la situazione delle riprese, dato che lo spazio è assolutamente minimo e ovviamente due fotografi non ci stanno. Per la prima mezz'ora io e socio rimaniamo fuori a chiacchierare con la band, le comparse e la parte della troupe non direttamente impegnata sul set (assolutamente impagabile Francesca, la stylist/make up artist, che in entrambi i giorni è stata gentilissimissima e simpaticissimissima!), ma lentamente la scimmia torna a urlarmi nella testa e, appena la porta del set si apre, approfitto dello spiraglio e mi infilo sull'unico mezzo metro quadro libero sulle scale che sovrastano la scena. Ho passato lì qualcosa come otto ore di riprese, mi hanno tirato una macchina fotografica (non mia) in testa, ho urlato frasi del tipo "No, Gio, no! Nessuno tocchi Winnie Pooh!", "Madre Stoccaggio" e tutta la diatriba sul fatto che 12,4 Gb di video stiano o meno in 12,6 Gb di spazio libero su hard disk. Nei momenti di pausa io e Negro ci siamo esibiti in un estemporaneo duetto chitarra/tastiera anni 80 (e ovviamente a me hanno affibiato la tastiera, strumento che notoriamente DOMINO con grande perizia...). Poi ho suonato un po' di musichine napoletane, stupendomi della mia bravura nel neomelodico, ed infine ho ceduto lo strumento all'impagabile Dade che si è esibito in una STRAORDINARIA performance piano bar, vestito veramente bene... Per la cronaca: lo so che non si capisce un cazzo, ma non posso dire veramente niente. In compenso entro breve dovrebbero arrivare le prime immagini dal backstage, quindi non disperate.

La fine delle riprese è stata decretata a mezzanotte in punto, i ragazzi erano stracotti e a poco sono valsi i miei sforzi di motivational trainer per infondere loro entusiasmo. Va detto che hanno tenuto duro fino alla fine, nonostante ci siano state delle riprese a dir poco impegnative. E anche pericolosissime, tipo la caduta di Paolo, la lapidazione del Valla e il terribile "cappottamento". Ovviamente io mi sono perso uscendo da Milano, ma vabbeh, non potevo fare tutto tutto giusto, no?

Date un occhio su Flickr o su Faccialibro dello studio!

postato da mosca27 | 13:38 | commenti (2)
mercoledì, febbraio 04, 2009

HYPERBALLAD - Bjork

La prima volta che ho visto il video di Hyperballad di Bjork ero al Pub. Il Pub, con la maiuscola, ha chiuso duemila anni fa, ma la mia generazione ne conserva un ricordo epico. Era a tutti gli effetti il locus amenus in cui si svolgevano le gesta eroiche e i riti iniziatici del mio mondo. Era un gran bel posto, uno di quei pub con un sacco di stronzate appese alle pareti. Ma veramente tante. Non ultima la testa dell'alce impagliata, che io chiamavo Alce Mentolo, in onore del personaggio (minore) dei Simpson che promuoveva le sigarette Laramie. Nel Pub, all'epoca, si poteva fumare e secondo me la testa dell'alce aveva assorbito una quantità MOSTRUOSA di nicotina. Suggere da essa avrebbe significato oltrepassare il regno terreno, la materialità e trascendere in una nuova iper-realtà nicotinica. Ero piccolo e il mondo mi affascinava.

Torniamo a Bjork: era un sabato sera dei miei (circa) sedici anni, viaggiavo velocemente da un contesto sociale all'altro e mi divertivo un sacco. Ero spesso sbronzo e quella sera penso proprio che lo fossi. C'era un casino incredibile al piano di sopra, come sempre. Ricordo di aver messo gli occhi sul teleschermo che cercava inutilmente di essere un mezzo audiovisivo e di aver visto questo video di Hyperballad (che scopro adesso essere dell'eccelso Michael Gondry). Mi sono inchiodato, sono rimasto esterrefatto. Senza sentire una sola nota di quella canzone ho deciso che sarebbe stata stupenda. La era. E la è tutt'ora.

Questa sera ho scritto un racconto. Il precedente era datato 1998.
Non so ancora quanto sia valido, devo rileggerlo, correggerlo, pesarlo ecc.

Però ho scritto.

postato da mosca27 | 00:18 | commenti (3)
mercoledì, gennaio 14, 2009

TARDI - Ultima
 
www.sanremo.rai.it/SR_canzoni/

Gli Ultima sono tra i gruppi in corsa per partecipare alla prossima edizione del Festival di San Remo.
Al link qui sopra, se sfogliate la classifica, troverete la canzone intitolata TARDI, degli Ultima. E' un pezzo molto bello e, ovviamente, va VOTATO!

E' nostro DOVERE votare gli Ultima!
E' nostro DOVERE ringiovanire la musica italiana di almeno trent'anni!

QUINDI VOTATE!

Da telefono fisso chiamare il numero 16477 e poi penso si debba digitare il codice degli Ultima: 182

Via SMS invece si manda al numero 48444 il codice  W182

 

postato da mosca27 | 18:55 | commenti (2)
mercoledì, dicembre 17, 2008

THE SACRIFICE - Michael Nyman

"I must not fear. Fear is the mind-killer. Fear is the little-death that brings total obliteration. I will face my fear. I will permit it to pass over me and through me. And when it has gone past I will turn the inner eye to see its path. Where the fear has gone there will be nothing. Only I will remain."

postato da mosca27 | 22:23 | commenti (1)
domenica, ottobre 26, 2008
SIX DEGREES OF INNER TURBULENCE - Dream Theater

Questa me l'ero persa.

Nel primo (e celeberrimo) capitolo di Moby Dick, il protagonista si inventa un paio di titoli di giornale fasulli per scherzare sulla sua importanza in relazione alla decisione di intraprendere il viaggio in mare come semplice marinaio su una baleniera. I titoli in questione, per la precisione, sono:

"Grand Contested Election for the Presidency of the United States"
"WHALING VOYAGE BY ONE ISHMAEL"
"BLOODY BATTLE IN AFFGHANISTAN"

Ora: sono l'unico ad essere rimasto agghiacciato dalla devastante potenza profetica di queste tre (apparentemente) semplici righe? Nessuno ci vede l'elezione taroccata di Bush figlio e la Guerra al Terrorismo in Afghanistan?!
postato da mosca27 | 02:01 | commenti
venerdì, ottobre 17, 2008
THE SCIENCE OF MYTH - Screeching Weasel


Il prossimo film di Michael Gondry è tratto da un romanzo di Rudy Rucker.

Ho una scimmia grossa come Vienna.
postato da mosca27 | 18:51 | commenti (1)